Viola e Mice cream al pistacchio: coinvolgente come una convention

Mice Cream BCD Meetings Events

Una Viola in vena di riflessioni filosofiche ci parla di convention e grandi eventi per le persone che formano l’organizzazione.

E’ possibile separare i sapori che formano l’agrodolce? Tantissime esperienze non sono comprensibili se proviamo a dissezionarle, perdendo la visione d’insieme. Ne abbiamo bisogno! Come non ha senso cercare di dividere la punta di sale dalla dolcezza della crema.
Questa settimana – con un inizio un po’ filosofeggiante – si parla una lingua sola, ed è tutta al gusto di pistacchio.

Saporito, ma anche coinvolgente e rotondo: non c’è da stupirsi se la voglia del gelato verdino è stata una costante dell’organizzazione dell’ultima convention aziendale alla quale ho lavorato.
Il cliente – un colosso del turismo, una sorta di nostro cugino più grande – puntava a dare brio al momento di incontro annuale, non dimenticando la parte più emozionale della quale i festeggiamenti per il 70° anno dalla nascita del marchio non potevano fare a meno.

Il mantra era uno solo: non cadere nel lezioso, anzi, trova la nota frizzante, ma non dimenticare che abbiamo bisogno di emozionarci.

La solita sfida? Forse, ma, paradossalmente, la parte più complicata non si è rivelata la scelta del concept e della linea di comunicazione. Grazie ai creativi del nostro team – e alla coppia di copy e art director che ha curato questo appuntamento particolare – questo lato dell’evento è andato via liscio e senza grumi come la crema più riuscita.

L’aspetto su cui mi sono incaponita di più, in questa occasione, è stata la scelta della location e dei fornitori di servizi per l’evento. Non è pensabile demandare tutto a un concept e a un programma di attività da togliere il fiato – siamo chiari, anche questo aiuta moltissimo. Non dobbiamo mai sottovalutare, tuttavia, la parte di logistica legata alle strutture e alla venue.
Quanti alberghi tutti uguali possono vedere i nostri partecipanti nella loro vita? Intendiamoci bene – a volte, sotto precisi vincoli di tempo, budget o di necessità strutturali – queste scelte, anche se poco originali, sono la soluzione perfetta.
La cosa più importante è fare scelte coerenti e che puntino tutte nella stessa direzione: rispondere agli obiettivi che ci siamo prefissati con il cliente.

In questo caso specifico, viene spontaneo selezionare strutture e location che non hanno niente di “tradizionale”, visto che il contributo creativo ci spinge in questa direzione. Che poi, le sinergie tra luogo e messaggio nascono spontanee e quindi spesso anche noi che ci occupiamo di coordinamento generale lavoriamo fianco a fianco dei grafici e dei copywriter per influenzarci a vicenda e plasmare l’appuntamento.

Nel mio caso specifico, il messaggio e il mood generale ci hanno portato in spiaggia, dopo anni e anni che il cliente aveva calpestato moquette in business cities molto ingessate.
E qui è entrato in gioco il know-how acquisito in campo contracting, maturato selezionando e negoziando servizi travel. Con un hotel, il gioco è rodato e anche, passatemi il termine naturale. In una location outdoor, con sfide in termini di allestimento e di creazione stessa degli spazi, delle strutture e dei vari corner della giornata, il compito è stato sicuramente meno banale. Anche in questo caso, però, grazie all’esperienza di tanti anni con tipi diversi di fornitori, alla forza di un buon team dedicato e a un peso contrattuale non indifferente riusciamo ad essere i closer più motivati ed efficaci della Riviera.

Ah, volete sapere se alla fine qualche lacrima è scesa? Sì, ma ancora di più è stato l’entusiasmo con il quale gli ospiti sono tornati alle loro scrivanie il lunedì successivo. Deciso, saporito e dolce al tempo stesso.